Parigi. Un'inestinguibile passione per la parole. Un amore, che, come ogni amore che si rispetti, può sconfinare nella malattia. Edoardo Sanguineti racconterà oggi a Parigi il suo furore classificatorio in una conferenza dal titolo le "Confessioni di un lessicomane". L'iniziativa si tiene nell'ambito della "Settimana della lingua italiana nel mondo", promossa dal ministero degli Esteri ed organizzata dall'Istituto italiano di cultura di Parigi, in rue de Varenne. Sanguineti, può essere considerato come un caso a parte nella cultura e nella letteratura italiana contemporanea, in ragione della diversità della sua attività e dei suoi interessi.

Narratore, poeta, drammaturgo, autore teatrale, critico, giornalista, teorico, Sanguineti sarebbe da definire più come un intellettuale dai molteplici interessi capace di trattare di volta in volta tutte le forme di scrittura, sia come scrittore che come erudito. Inoltre, alla sua attività di poeta, critico, letterato a tutto tondo, ha da sempre affiancato quella di vero e proprio "maniaco della lingua". Nel corso degli anni ha accumulato un patrimonio di circa 70.000 schede (tutte battute a macchina) su cui sono state registrate parole rintracciate in autori grandissimi o pressoché sconosciuti e mai prima riportate sui dizionari oppure riportate con datazioni di molto posteriori.

Questo immenso corpus è stato recentemente affidato da Sanguineti alla casa editrice Utet. Scatoloni e scatoloni di foglietti con attestati passi di romanzi, versi di poesie, brani di articoli giornalistici, in cui parole usate da Giordano Bruno, Leopardi, Gramsci, che si supporrebbero già abbastanza studiati - ma Sanguineti ci dimostra che così non è - si sovrappongono alle coniazioni tipiche dei futuristi o dell'amatissimo Lucini o del non sufficientemente apprezzato Paolo Valera o ancora dei giornalisti che quotidianamente riversano sulla carta i più azzardati neologismi. La Utet lo ha accolto iniziando a "sfruttarlo" editorialmente per completare con supplementi firmati Sanguineti il già immenso Grande Dizionario della Lingua Italiana (il celebre "Battaglia" in ventuno volumi).

È ora uscito il secondo di questi supplementi, che, a differenza del primo del 2004 e dotato di una geniale introduzione, oltre a registrare parole "nuove", ospita anche le cosiddette retrodatazioni - croce e delizia di ogni lessicografo - e le nuove accezioni di parole già esistenti, terreno poco praticato dai linguisti. Oggi a Parigi Edoardo Sanguineti svelerà perciò una "passione segreta": non è casuale che egli neghi per sé l'etichetta di lessicologo o lessicografo preferendo autodefinirsi, appunto, lessicomane.

Giuliano Galletta, “Il Secolo XIX”, 21/10/2008

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